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Turbiscan Classic 2

Il Turbiscan Classic 2 è lo strumento "entry level" ideale per caratterizzare rapidamente le dispersioni concentrate ed ottimizzare il lavoro di pre-formulazione e formulazione. L'instabilità delle dispersioni è spesso il risultato di una congiunzione di due fenomeni fisici diversi:
- aumento delle dimensioni delle particelle (goccioline o aggregati) dovuto a coalescenza o flocculazione
- migrazione delle particelle che danno luogo a fenomeni di creaming o sedimentazione.
Il Turbiscan Classic 2 effettua un'analisi cinetica che permette di segnalare questi fenomeni allo stato iniziale (fino a 50 volte più veloce dell'osservazione visiva), di quantificarli e valutare oggettivamente la stabilità di una dispersione.

2018 Flyer Turbiscan Classic 2 Brochure generale Formulaction

Il Turbiscan Classic 2 fornisce un’informazione chiara ed oggettiva per correggere e migliorare la stabilità delle dispersioni grazie a:

  • la rivelazione ed identificazione rapida dei fenomeni di instabilità (flocculazioni, coalescenze, sedimentazioni e cremaggi)
  • la quantificazione oggettiva della stabilità

Rispetto alla serie precedente il nuovo Turbiscan Classic 2 introduce una serie di importanti novità:

  • Nuova elettronica - più resistente, consente misure più accurate
  • Nuovo sistema di caricamento della cella: consente un miglior posizionamento della cella e misure di conseguenza più riproducibili: ripetibilità 0.1%!
  • Nuovo Software: basato su quello del Turbiscan Tower e del Turbiscan Lab - Più intuitivo e "user friendly", più flessibile nella manipolazione dei dati
  • Connessione USB al PC

  

  

Sviluppo e controllo dei prodotti cosmetici

Le analisi di stabilità delle formulazioni cosmetiche vengono spesso eseguite attraverso l’osservazione visiva dei campioni conservati a diverse temperature. La soggettività di questi test - che dipendono in larga misura dall’operatore - nonché l’assenza di tracciabilità, portano a risultati approssimativi e spesso di scarsa qualità. La tecnologia TURBISCAN consente di rivelare sin dallo stadio iniziale tutti i fenomeni di destabilizzazione su qualsiasi tipologia di prodotto (sospensione, emulsione e schiume) e fornisce un'analisi più rapida e dettagliata della stabilità reale.


Stabilità di pigmenti per vernici e inchiostri per Ink-Jet

Mantenere il pigmento in sospensione all’interno della cartuccia Inkjet è per il formulatore una sfida quotidiana. A causa dell’opacità degli inchiostri e dell’alta concentrazione particellare, non sono numerosi gli strumenti analitici a disposizione del formulatore in grado di caratterizzare i prodotti senza diluizione. Proponiamo l’uso della tecnologia Multiple Light Scattering e del Turbiscan® come strumento analitico per il controllo della stabilità di formulazioni di inchiostri.


Sviluppo e controllo dei prodotti cosmetici

Le analisi di stabilità delle formulazioni cosmetiche vengono spesso eseguite attraverso l’osservazione visiva dei campioni conservati a diverse temperature. La soggettività di questi test - che dipendono in larga misura dall’operatore - nonché l’assenza di tracciabilità, portano a risultati approssimativi e spesso di scarsa qualità. La tecnologia TURBISCAN consente di rivelare sin dallo stadio iniziale tutti i fenomeni di destabilizzazione su qualsiasi tipologia di prodotto (sospensione, emulsione e schiume) e fornisce un'analisi più rapida e dettagliata della stabilità reale. Scopri i molteplici vantaggi della tecnologia Turbiscan nella presente nota applicativa.


Stabilità di pigmenti per vernici e inchiostri per Ink-Jet

La stabilità è una questione chiave per il formulatore e per lo sviluppo di nuove formulazioni di inchiostri per stampanti a getto di inchiostro a base di pigmenti. La sedimentazione in tali sistemi può avvenire per differenza di densità tra i pigmenti e la fase continua. Tale fenomeno, per vincoli tecnici legati alla cartuccia stessa, non può essere eliminato totalmente incrementando la viscosità della fase continua. Anche fenomeni di aggregazione possono avere luogo creando sedimenti duri (impacchettamento delle particelle) difficili da ridisperdere. Tutti questi fenomeni possono essere monitorati e quantificati grazie al Turbiscan, senza diluizione, e molto più rapidamente rispetto all’analisi visiva.

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