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L’utilizzo del SEM per la caratterizzazione di particelle

In questa nota applicativa vedremo come la possibilità di accoppiare l’analisi d’immagine, e quindi le informazioni dimensionali e morfologiche, all’analisi composizionale tramite EDX rende il SEM uno strumento ideale per la caratterizzazione delle polveri metalliche utilizzate per l’Additive Manufacturing.

L’utilizzo del SEM per la caratterizzazione di particelle

L’utilizzo di un SEM accoppiato a software di analisi d’immagine automatizzato permette di ottenere distribuzioni dimensionali sia in numero che in volume. Tramite la ISO 13322 è possibile calcolare il numero minimo di particelle da analizzare per ottenere risultati con un basso errore relativo (5%).

I dati ottenuti con il microscopio elettronico a scansione SEM sono in accordo con quelli della classica diffrazione laser, e risultano essere riproducibili a prescindere dallo strumento utilizzato o dalla polvere analizzata. Rispetto alla diffrazione laser il SEM fornisce importanti informazioni sulla morfologia delle polveri, mentre in confronto ad altri sistemi ottici garantisce maggior potere risolutivo e quindi la possibilità di caratterizzare anche polveri molto fini.

In questa nota applicativa vedremo come la possibilità di accoppiare l’analisi d’immagine, e quindi le informazioni dimensionali e morfologiche, all’analisi composizionale tramite EDX rende il SEM uno strumento ideale per la caratterizzazione delle polveri metalliche utilizzate per l’Additive Manufacturing.

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Salvatore Lasalvia
Product Specialist

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